PRODUZIONI
Dal teatro classico alle produzioni contemporanee più sperimentali, LSD porta in scena spettacoli che emozionano, fanno riflettere e divertono, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo e sempre più ampio.
Ogni nostra produzione è il frutto di un intenso lavoro collettivo, in cui attori, registi, scenografi e drammaturghi collaborano sinergicamente per creare esperienze teatrali uniche e coinvolgenti, capaci di lasciare un segno duraturo. La cura dei dettagli, la ricerca testuale e l’innovazione nella messa in scena sono da sempre il nostro marchio di distinzione.
White Shit
“Se io sono io perché sono io, e tu sei tu perché sei tu, io sono io e tu sei tu. Se invece io sono io perché tu sei tu, e tu sei tu perché io sono io, allora io sono io, e tu non sei tu.”
Una commedia dai tratti delicati capace di inoltrarsi con leggerezza negli abissi delle fragilità delle relazioni umane; relazioni che delineano le nostre identità. Con ironia chirurgica, con mano ferma e delicata, si trasforma un banale pretesto, l’acquisto di un quadro, nello strumento che apre il vaso di Pandora, consegnandoci all’inferno dei rapporti umani.
E se le nostre relazioni, che sono così fragili, ci definiscono, quanto complessa e in continuo mutamento è la nostra identità? Quanto precaria e indefinita? E cosa ci succede quando una relazione si spezza? Quanto pesa la perdita sulla nostra identità?
Immagino uno spazio vuoto, come una tela bianca, dipinta di bianco; Tre attrici, tre quadri, pochissimi elementi scenici, solo quelli essenziali a dare vita a questa storia. Sarà ogni singolo spettatore a decidere di che colore è l’inferno. Sarà ogni singolo spettatore a decidere se dell’inferno
si può ridere o si può piangere.
”Per me non è bianco. Quando dico per me, intendo oggettivamente. Oggettivamente, non è bianco. Ha un fondo bianco, ma con tutta una gradazione di grigi… C’è perfino del rosso. Molto pallido, diciamo. Fosse bianco non mi piacerebbe. Ross lo vede bianco… E’ il suo limite… Ross lo vede bianco perché si è fissato che è bianco. Irene no. Irene lo vede che non è bianco. Ross può pensare quello che vuole, di lui me ne strafotto”
La «La mia amica Cecilia ha comprato un quadro» annuncia Ross, da sola in scena, ad apertura di sipario. «È una tela di circa un metro e venti per un metro e venti, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche».
Subito dopo Ross viene a sapere dalla stessa Cecilia che il quadro bianco a righe bianche è stato pagato cinquantamila euro: cosa che Ross giudica grottesca, poiché secondo lei è «una merda».
Una terza amica, Irene – che ha già abbastanza guai con i preparativi del suo matrimonio –, non prende posizione, venendo accusato dalle altre due di pusillanimità e doppiezza.
Così, la serata che le tre decidono di trascorrere insieme si trasforma in un regolamento di conti, in un gioco al massacro: il quadro bianco a righe bianche diventa il rivelatore da cui affiorano a poco a poco nevrosi, risentimenti e rivalità, mentre le parole si fanno sempre più velenose, sempre più acuminate, fino a ridurre in macerie la fragile impalcatura di un rapporto fondato sull’egoismo, la vanità e l’ipocrisia.
Regia: Michele Schiano Di Cola
Attrici: Irene Grasso, Cecilia Lupoli, Rossella Massari.
Scene e Costumi: Sara Scotto di Luzio
Assistente alla Regia: Sara Capone
Durata: 1h30 circa, senza intervallo.
Palco. Dimensione minima: Larghezza 6 m; Profondità: 5 m; Altezza: 6 m.
Descrizione Scene: Tre quadri appesi. Tre Sgabelli. Due microfoni con aste.
Montaggio e Smontaggio: rapidi.
Tecniche usate: Teatro di narrazione.
Impianto audio e luci a carico dell’ente ospitante